Giovani e ricerca, ddl per stoppare la fuga dei cervelli
Messaggero Veneto — 02 novembre 2009 pagina 05 sezione: REGIONE
TRIESTE. Dal rientro dei “cervelli in fuga” ai progetti di “co-housing”, per la condivisione della casa, a quelli di “co-working”, per la messa in comune degli spazi lavorativi. Sono solo alcune delle novità contenute nel disegno di legge per l’autonomia del giovani. Dopo mesi di lavoro, l’assessore regionale al Lavoro, Ricerca e Università, Alessia Rosolen, ha messo a punto un nuovo strumento legislativo che “si propone di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e di formazione e poi d’ingresso nel mondo del lavoro”. Superando l’attuale frammentazione legislativa e riunendo in modo organico le norme di settore in un testo che disegna il progetto di crescita dei giovani tra i 18 e 35 anni in Friuli Venezia Giulia. C’è la Consulta dei Giovani, il Fondo per la l’Autonomia e il contrasto al disagio, ma tra gli spunti più innovativi c’è l’azione per contrastare la “fuga dei cervelli”. La proposta prevede il sostegno di progetti, di durata triennale, per il rientro dall’estero e dalle altre regioni italiane dei giovani talenti nati in regione, di età non superiore a 35 anni, che si sono distinti nei settori umanistici, artistici, tecnici e scientifici. Giovani talenti che verranno individuati attraverso la valutazione del percorso scolastico e universitario, delle pubblicazioni e della loro qualità, delle ricerche effettuate, dei brevetti, delle invenzioni o delle produzioni artistiche Non mancano le borse di studio, anch’esse di durata massima triennale, a favore di neo laureati, sempre nati e residenti in regione, finalizzate al sostegno di percorsi personali di alta formazione in centri di eccellenza all’estero, non esistenti in regione e, naturalmente, mirate al rientro In Friuli Venezia Giulia, attraverso l’intesa con datori di lavoro stessi. Ma tra i problemi più pressanti dei giovani d’oggi c’è quello della casa. Ecco allora che per favorire l’autonomia abitativa dei giovani lavoratori – dipendenti e autonomi – e dei giovani studenti, ma al contempo con l’obiettivo di riqualificare e rivitalizzare centri storici, zone periferiche e abbandonate magari da attività produttive, la proposta intende sostenere progetti di coabitazione (co–housing), finalizzati alla combinazione dell’autonomia dell’abitare privato con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi. Il tutto anche in partenariato con altri soggetti, attraverso il recupero o la riconversione di edifici pubblici o privati dismessi o degradati e attraverso la costruzione o l’acquisto di nuove strutture dedicate. Ma non ci si ferma alla casa. Si entra anche in ufficio grazie al “co-working”, con la realizzazione di progetti di condivisione dello spazio lavorativo, da attuarsi attraverso la messa a disposizione di postazioni di lavoro attrezzate e sale riunioni comuni. E per sostenere attivamente il dialogo e lo scambio intergenerazionale, offrire ai giovani studenti e ai lavoratori la possibilità di alloggio a costi contenuti, contribuendo anche al sostegno del reddito di privati cittadini di età superiore ai 65 anni, in condizioni di disagio economico, la Regione pensa di intervenire con contributi a favore dei privati, disponibili a concedere in locazione una o più stanze della propria abitazione. Novità ci sono anche per gli studenti. Per offrire maggiori disponibilità di alloggi a favore dei giovani studenti, in condizioni di disagio economico e in regola con i percorsi scolastici e universitari, la Regione concede contributi per la ristrutturazione di immobili e l’acquisto di arredi ai Comuni che mettono a disposizione gratuitamente e temporaneamente, per i soli fini di alloggio, immobili per la durata annuale o pluriennale degli studi. E per agevolare l’acquisto della prima casa da parte dei giovani lavoratori dipendenti, con contratto a tempo determinato – e dei giovani lavoratori autonomi – la proposta prevede che la Regione conceda garanzie fideiussorie per mutui, fino alla copertura del 95 per cento del costo complessivo, qualora i giovani si trovino nell’impossibilità di prestare proprie garanzie. Sonia Sicco