Ragazzi non cercate un lavoro, inventatevelo!

Oramai lo sapete…Coworking Udine è molto sensibile nei confronti della situazione dei giovani oggi. Dall’articolo di Pierluigi Battista “L’Italia non è un paese per giovani” all’evento “Vorrei aprire un’impresa! E adesso?”  Coworking Udine si pone l’obiettivo di supportare i giovani e coloro che hanno delle idee innovative. Lo stesso spazio Cowo è dedicato anche a chi necessita di una postazione per avviare la sua piccola impresa. Ma non basta: a breve lanceremo ufficialmente COWO START UP, un programma di affiancamento per lo sviluppo della tua idea di business.

Oggi il blog del Corriere dedicato alla Silicon Valley ha pubblicato un interessante post che valorizza l’autoimprenditorialità e spinge i giovani ad inventarsi un lavoro analizzando quali mercati sono in crescita e in quale direzione stanno andando. Qual è la caratteristica principale che ha fatto diventare Zuckerberg un milionario? Non tanto le capacità tecniche quanto lo spirito imprenditoriale, il talento e la capacità di produrre valore! Queste sono le parole chiave!

 

 “The Start-Up of You” si intitola l’editoriale di Thomas Friedman sul New York Times che riprende il titolo dell’ultimo libro di Reid Garrett Hoffman (co-fondatore di LinkedIn e board member, tra le altre, di Mozilla e Zynga).
Friedman inizia il suo articolo osservando le cinque società più interessanti sul panorama high-tech: Facebook vale circa 100 miliardi di dollari, Groupon 30, Zynga 20, Twitter e LinkedIn 8. Quasi 200 miliardi di valore complessivo. Ma se mettessimo insieme tutti i loro dipendenti il Madison Square Garden con i suoi 20 mila posti sarebbe più che sufficiente per accoglierli (“and still have room for grandma” aggiunge Friedman).
Non grandi numeri che fanno grandi numeri.
E che profilo hanno questi “lavoratori” della nuova era?
In prevalenza “talented engineers“. Ma al di là delle competenze tecniche, una attitudine ben marcata, quella all’imprenditorialità: si tratta infatti di “people who can invent, adapt and reinvent their jobs every day, in a market that changes faster than ever”.
Capacità di produrre valore. In Silicon Valley i dipendenti sono valutati su base trimestrale, non annuale, in quanto su mercati che cambiano così rapidamente non ci si può permettere di aspettare un anno per capire se una persona stia facendo un buon lavoro o meno.
I percorsi tradizionali di carriera non ci sono più (“The old paradigm of climb up a stable career ladder is dead and gone”), il posto fisso e la crescita per passaggi progressivi pure ( “No career is a sure thing anymore”).
Nel presentarsi ad un colloquio di lavoro siate certi che chi avete davanti si farà le seguenti domande nel valutarvi:
1) E’ capace di produrre valore? (“Can this person add value every hour, every day — more than a worker in India, a robot or a computer?”)
2) Ha spirito imprenditoriale e capacità di innovare? (“Can he or she help my company adapt by not only doing the job today but also reinventing the job for tomorrow?”)
3) Saprà adattarsi? (“Can he or she adapt with all the change, so my company can adapt and export more into the fastest-growing global markets?”).
Non puoi più pensare: ho un titolo di studio, qualcuno verrà a cercarmi … devi invece capire quali mercati stanno crescendo e in che direzione … e, soprattutto, capire come su questi mercati tu possa contribuire a creare valore in un modo cui altri non hanno ancora pensato (“find a way to add value in a way no one else can”).
Chi cerca un lavoro oggi ha di fronte lo stesso dilemma che l’imprenditore ha sempre avuto: “differentiate or die”. In una era di imprenditorialità spinta e diffusa (“that now goes for all of us”) lo spirito dello startupper è quindi quello che paradossalmente vi aiuterà a trovare lavoro o, se non a trovarlo, a crearvelo…
Nel nostro articolo di settimana scorsa avevamo commentato che imprenditori non si nasce ma si diventa, quindi le porte sono aperte per tutti…

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2 Risposte

  1. interessante vero’

    Adam
    chiudigliocchi.wordpress.com

  2. Cari inventori e cari innovatori avanti tutta. Giovani e meno giovani!
    Questo il mio commento. Aggiungo una simpatica storiella…

    “C’era un tempo un villaggio nel quale, a partire da un certo anno, iniziarono a nascere bambini con un secondo occhio. Alla nascita del primo bambino siffatto si pensò a uno scherzo della natura. Ma poi, dopo il secondo, il terzo e tutti gli altri, divenne evidente che si trattava di qualcosa di sistematico, che riguardava tutti i nuovi nati. All’inizio i genitori rimasero interdetti, ma poi la questione estetica venne subito superata. In fondo il secondo occhio non li rendeva più brutti, erano solo un po’ diversi rispetto ai genitori che ne avevano solo uno al centro della fronte. E poi anche i figli degli altri erano nelle stesse condizioni, quindi tutti ben presto se ne fecero una ragione. Cosa poi servisse quel secondo occhio non era chiaro. In fondo fino ad allora si era vissuti bene anche senza quel doppio dispositivo visivo. I vecchi saggi sentenziarono comunque che non serviva a nulla e che anzi i figli rischiavano di crescere distratti e confusi. Nessuno si preoccupò quindi di trovare il modo migliore di vedere con un occhio in più e i bambini crescendo si abituarono presto a tenerlo chiuso accontentandosi di osservare il mondo come facevano le vecchie generazioni.
    In un villaggio vicino successe la stessa cosa, ma i vecchi erano lì più saggi e considerarono un dono per tutta la comunità il fatto che le nuove generazioni si trovassero con potenzialità visive aggiuntive rispetto ai padri. Cercarono di capire come aiutarli a sviluppare meglio tale dotazione innovativa e si trovarono alla fine con giovani che sapevano cacciare con più destrezza e costruire prodotti più raffinati rispetto ai loro genitori.
    Il primo villaggio lo potremmo chiamare “conservazione del vecchio”, il secondo “promozione del nuovo”. Quale dei due villaggi crescerà con più prosperità? Quale dei due assomiglia di più all’Italia di oggi?”

    (tratto da: AIUTARE I GIOVANI A GUARDARE LONTANO di Alessandro Rosina – http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002419.html)

    Alessandro Braida

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