Qualcuno potrebbe essere titubante, scettico su questa forma di collaborazione, qualcuno potrebbe chiedersi cosa può offrire di più rispetto ad uno studio associato o ad un incubatore d’impresa … navigando su internet ho cercato di raccogliere qualche informazione …
D: ma il co-working è roba per “ricchi”…per i dipendenti in Italia si fa fatica ad accettare il telelavoro, figurati il CW…
R: hai ragione, i lavoratori dipendenti in Italia sono quasi sempre inchiodati alle loro scrivanie all’interno dei palazzoni coroporate… il coworking è una possibilità per chi lavora in proprio, in modo indipendente, ma non ha i mezzi o l’interesse ad aprire una sede propria per la sua attività oppure, per chi viaggia molto e ha bisogno di punti d’appoggio che non siano i bar dietro la stazione…
massimo carraro – cowo milano
D: Mah, bisognerebbe provare. Resta da vedere se uno riesce a tollerare la fluidità spinta che comporta il lavorare in questo modo. Per il resto, dato che la rete mi sembra già un buon posto per avere uno scambio di esperienze, credo che l’unico valore aggiunto di questi “cowo” sia il rapporto faccia a faccia (che come sappiamo tutti rimane sempre il miglior biglietto da visita).
R: Se il tuo lavoro e’ inserire dati da terminalista, beh, hai ragione: il tuo futuro sarà come il tuo passato, incontrare gente che possa cambiare la tua visione delle cose e’ inutile.
Se invece il tuo lavoro prevede la collezione di idee, concetti, visioni del mondo in un calderone ribollente da cui improvvisamente, grazie ad un elemento catalizzatore imprevedibile, scaturisce una nuova idea, beh, restarsene in un microuniverso chiuso su sé stesso equivale alla morte professionale: tempo qualche anno e – sollevando la testa un attimino – ti accorgerai di essere rimasto indietro.
Le idee innovative arrivano dal confronto, non certo dal ripassare i concetti che già si conoscono.
massimo carraro – cowo milano
Dal sito
http://blog.coworking.info
Q. – How does coworking work for you?
A. – It gives me the chance to have a very flexible work situation, fully serviced. A place where I can work quietly. always connected to the web and also connected to other people.
Q. – In this respect, how did it feel for you to work side by side with professionals with a different background?
A. – Very interesting. Up to now I’ve always worked with other engineers, and it always ended up talking about the same stuff, which can get boring.
In a coworking situation one gets the chance to interact with people totally different. It’s fun to share your office with a novel writer, or an internet pro… different worlds, very interesting.
Dal sito www.claudiomenzani.com
L’idea del coworking mi è piaciuta da subito. Il lavoro di team è focale nell’organizzazione di spettacoli ma c’è anche una gran parte di tempo da spendere nell’ufficio dove si elabora, si fanno preventivi, relazioni ecc. e li mi manca quantomeno un break dove parlare di tutt’altro, bere un caffè o fare uno spuntino e condividere pensieri e idee con menti allenate vispe e creative. Trovandomi fortunatamente a Londra ne ho avvertito anche la necessità non solo per un punto d’appoggio equipaggiato come un vero ufficio ma anche come luogo per fissare appuntamenti di lavoro.Ne ho visti alcuni poi ho deciso di associarmi a
http://www.the-hub.net/places/kingscross.html
e l’ho fatto non solo perché comodo da raggiungere ma anche per la piacevole atmosfera che ho percepito da subito, nell’insieme informale ma fortemente professionale e con una sensibilità al mondo dell’eco-compatibilità ….
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