Coworking visto da un giovane coworker

COWORK IN PROGRESS

Il progresso nasce in una stanza di giovani

Per descrivere al meglio questo fenomeno parto dalla mia esperienza personale.

Da tempo credevo che il progresso così rapido avesse portato a un ristagno di idee, o forse allo scoraggiamento del “già detto”, del “già inventato”. Per non parlare poi della critica situazione italiana nel campo tecnologico-scientifico, e, per restringere ancora di più il cerchio, della situazione friulana. Credo vivamente che la difficoltà di innovazione di un Paese non stia negli uomini che non hanno più idee, ma nella società che non crea situazioni ottimali per la nascita e lo sviluppo di queste ultime. Spesso però, confesso, le idee tra i giovani ci sono, e spesso anche geniali. L’unico problema è la difficoltà che comporta la loro proposta, o, peggio, la loro messa in pratica. Così, il mese scorso, ritrovandomi coinvolto tra un’attività culturale e l’altra, sono stato avvicinato alla conferenza di presentazione di questo nuovissimo fenomeno a livello italiano, anche se già sperimentato in altre parti del mondo: il Coworking.

Di fatto il significato semantico del termine è “lavorare assieme” e questo concetto assume due diverse interpreazioni. La prima è un lavoro assieme a chi condivide le stesse idee e gli stessi interessi riguardo a progetti innovativi o proposte di sviluppo di qualsiasi natura; la seconda interpretazione è il collaborare assieme di giovani menti e grandi aziende della zona. Infatti l’aspetto significativo di questo neonato progetto è proprio il ventaglio di possibilità, per i giovani di potersi agganciare facilmente a tutti i vantaggi che possono dare grandi aziende e associazioni con gli occhi puntati su una stanza al secondo piano del centro commerciale “Città Fiera”. Proprio in quella stanza è montato quello che sarà uno dei motori dello sviluppo della zona friulana. Un motore, inoltre, straordinariamente funzionante, infatti a pochi mesi dall’inaugurazione il Coworking di Udine ha già portato a termine un bel numero di eventi e progetti di grande successo. Ricordandone solo alcuni, la “Vitra Design Museum/ Cento sedie classiche” all’I.P.S.I.A “A. Mattioni” di S.Giovanni al Natisone, mostra che si chiuderà il 20 febbraio e che invito vivamente a visitare; andando a ritroso nel tempo, il 10 gennaio si è chiusa la mostra “Cimiteri di sigarette/ La poetica progettuale del posacenere”, dove erano esposti posacenere di design dalle forme più classiche alle più impensabili. Molti altri sono i progetti in cantiere, tra i più brillanti cito l’apertura del “Centro per la documentazione delle imprese friulane che operano nel settore delle arti applicate”, ovvero la creazione di una biblioteca che contenga i cataloghi dei prodotti delle aziende di design, in modo che i giovani interessati possano, consultando tali cataloghi, risvegliare i loro istinti creativi.

Concludendo, posso ritenermi sollevato vedendo che è nata la speranza di rimedio al pessimo ristagno di cui parlavo sopra. Delle idee nuove ed efficaci che nascono da una stanza. Alla fine, quindi, basta una semplice stanza e la volontà innovativa per ridestare le intelligenze di una zona.

In un lustro di tempo, dal 2005 (quando è stato ideato il primo Coworking americano) ad oggi, l’idea di Coworking si è espansa nelle più svariate regioni del mondo, così come qui nell’area friulana, con una speranza comune: dare un nuovo volto al progresso.

Edoardo Quaglia

Complimenti Edoardo … continua così!

Una Risposta

  1. … una lettura molto attenta alle sfumature,
    esistenti e possibili,
    come solo i Migliori sanno fare!

    COmplimenti Edoardo!

    … scrivo solo ora, mi era sfuggito l’articolo.

    CiaO!
    CO

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