Le piccole imprese sono in ritardo sul Web – Soumitra Dutta

Pubblico una parte delll’intervista a Soumitra Dutta, guru del Management e docente dell’Insead di Fontainebleau – una delle prime Business School al mondo , tratta dal sito www.innovando.it

Dall’intervista si possono evincere le difficoltà che le PMI hanno nell’affrontare il web in modo corretto. Il web non è più solo materia per grandi multinazionali ma anzi, sempre di più, anche le PMI potranno godere dei vantaggi che internet porterà al loro progetto d’impresa. Dalla brand awereness, alla comunicazione online e dalla filosofia web 2.0 ai social networks, Soumitra Dutta ci illustra il suo pensiero in modo molto chiaro e preciso.

 

Ma quali sono in particolare gli effetti del web 2.0 sull’economia?
«Come prima cosa hanno offerto alle aziende nuovi strumenti di marketing, per far meglio conoscere il loro marchio e i loro prodotti. Per esempio le tecniche del marketing virale permettono ora di raggiungere grandi masse di consumatori con una rapidità prima inimmaginabile. Altri usano i social network per creare un rapporto più costruttivo con gli stakeholder interni e esterni: azionisti, dipendenti, clienti. Per esempio l’Ibm usa le piattaforme di social media per coinvolgere migliaia di suoi dipendenti nel mondo nelle sue decisioni strategiche. Infine i social network hanno insegnato alle aziende ad accelerare i loro processi interni: ci sono aziende che usano sistemi simili a Twitter per ottenere dei feedback immediati sulle loro decisioni chiave». 
 

Il Web è insomma un acceleratore. Le aziende, i manager, sono pronti a capire e utilizzare questa maggiore velocità?
«Sì, Internet è sinonimo di ‘in tempo reale’ e ciò sta creando un mondo in cui la gente si aspetta risposte in tempo reale. C’è questo dietro il successo di fenomeni come Twitter. Ma questo trend verso l’immediatezza sta facendo pressione sulle organizzazioni, perché queste non sono perlopiù concepite e attrezzate per fornire risposte in tempo reale. Le aziende dovranno ripensare radicalmente parecchi aspetti dei loro processi interni se vorranno accettare la sfida del ‘real time’».

Ma i social network possono anche servire a trovare nuovi business?
 
«Sì, accelerando appunto la capacità di apprendere e interpretare il nuovo. E poi le aziende possono usare i social media per ottenere feedback immediati da clienti e utenti su nuovi prodotti. Purtroppo la maggior parte delle aziende non lo fa ancora: non si stanno esplorando a fondo le vere potenzialità dei social network. Quelle centinaia di milioni di persona che interagiscono online sono per le aziende un potenziale sconvolgente da cui attingere conoscenze e informazioni. Ma per arrivarci le aziende devono prima imparare ad ascoltare attentamente le conversazioni dei loro clienti». 
 
Come cercherà di convincere le imprese del Nord Est che il web è anche per loro e non solo per le grandi multinazionali?
 
«Il web un dono, una benedizione per le piccole e medie imprese. Che Internet è ‘la grande livellatrice’: su Internet nessuno sa se sta dialogando online con una piccola impresa o con la filiale di una grande multinazionale. E qualsiasi impresa, per quanto piccola, ha accesso allo stesso mercato globale online di un grande gruppo. Ciò detto, è però certo che le piccole imprese devono fronteggiare difficoltà maggiori delle grandi. Intanto perché non hanno, per forza di cose, uno staff dedicato al web. Molti di questi problemi saranno risolti dalla tecnologia stessa, man mano che le nuove applicazioni renderanno più facile l’accesso online per utenti non tecnici. Ma su altri fronti, più strutturali, sarebbe opportuno che le imprese ricevessero supporto dai governi, dalle istituzioni. Sarebbe utile che pubblico e privato creassero delle partnership per aiutare le piccole imprese a superare il gap tecnologico».
 
 

Di cosa hanno bisogno i ‘piccoli’ per vincere la sfida?
«Per la mia esperienza, è fondamentale il livello di formazione e l’ambizione dei proprietari. Sono proprio gli imprenditori stessi a fare la differenza. Le piccole e medie imprese possono andare online e accedere alle potenzialità del web se l’imprenditore per primo capisce l’importanza del web, se è lui stesso il primo a cercare aiuto, a sollecitare soluzioni, sia dal settore pubblico che da quello privato». 

2 Risposte

  1. Riguardo piccole imprese e web, scrivo spesso sul mio blog citando esempi, anche italiani, di successo e suggerimenti per l’azione. Vedi ad esempio

    http://marketinglowcost.typepad.com/blog/2010/04/microimprese-artigianali-e-la-rete-casi-di-successo-e-spunti-per-tutti-gli-altri.html

  2. Grazie Cristina per il suggerimento😉

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