Giovani: merce rara in via di estinzione

Il direttore del Censis, Giuseppe Roma ha illustrato la situazione per nulla rosea dei giovani italiani. Ha dichiarato infatti: “I giovani sono in via d’estinzione. Negli ultimi 10 anni, dal 2000 al 2010 abbiamo perso più di 2 milioni di cittadini di età compresa tra i 15 e i 34 anni”. Per questo, ha aggiunto, “sono una merce rara”, e i dati riguardanti l’Italia sono i peggiori, assieme a quelli della Germania. Nello stesso periodo, però, sono aumentati di 1 milione e 896 mila gli italiani ultrasessantacinquenni.

Per il direttore del Censis, inoltre, i giovani italiani sono poco istruiti rispetto agli altri Paesi europei: i laureati sono solo il 20,7, contro la media europea del 33%, il 40,7 %del Regno Unito e il 42,9% della Francia. L’ingresso nel mondo del lavoro, inoltre, avviene più tardi rispetto agli altri Paesi europei, anche per la durata dei percorsi di studio e formativi: “L’Italia ha un sistema formativo ritardato rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea” ha detto Roma.
A ciò si somma il fatto che avere una laurea non necessariamente facilita il conseguimento di un buon posto di lavoro: “In Italia la laurea non paga. I nostri laureati lavorano meno di chi ha un diploma, meno dei laureati degli altri Paesi europei, e con il passare del tempo questa situazione è pure peggiorata” ha spiegato il sociologo.

LE TRE PROPOSTE – Dato questo scenario, Giuseppe Roma ha avanzato tre proposte per migliorare l’occupabilità delle nuove generazioni.

1. «Anticipare i tempi della formazione e metterla in fase con le opportunità di lavoro: la laurea breve dovrà sempre più costituire un obiettivo conclusivo nel ciclo di apprendimento»

2. «Non solo lavoro dipendente, ma soprattutto iniziativa imprenditoriale, professionale e autonoma: bisogna detassare completamente per un triennio le imprese costituite da almeno un anno da parte di giovani con meno di 29 anni»,

3. “Accompagnare il ricambio generazionale in azienda. Si potrebbe introdurre un meccanismo per il quale l’azienda che assume due giovani con alti livelli di professionalità potrà essere aiutata a collocare un lavoratore a tempo indeterminato non più giovane, dopo opportuni corsi di formazione, in altre unità produttive, rimanendo il costo della formazione in capo ai soggetti pubblici».

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera

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