I.T.I. Malignani di Udine premiato in America!

Prestigioso riconoscimento per il Malignani. Dopo tre progetti americani e unici europei ad avere ricevuto un premio in un concorso che ha visto partecipare ben 2.600 studenti, Mattia Olivier, Daniele Olivo e Cristofer Pezzetta del liceo scientifico si sono classificati al quarto posto nella categoria “Earth and planetary sciences” con il progetto Ca.Wa.Le.C (Controllo del livello delle acque di caverna) già selezionato quale migliore progetto italiano all’edizione 2010 di Fast, il concorso italiano per giovani scienziati, trampolino di lancio per la partecipazione ad innumerevoli concorsi internazionali.

Grazie alla professoressa Eliana Ginevra – l’insegnante di biologia che da 11 anni guida, motiva e porta alla vittoria i suoi studenti – i nostri ragazzi hanno passato il vaglio di ben 900 giudici che hanno avuto l’arduo compito di analizzare i lavori. L’attenzione della giuria è stata particolarmente colpita dalla validità e dalla effettiva possibilità di utilizzo del progetto presentato dai tre ragazzi udinesi.

Il progetto di Mattia Olivier, Daniele Olivo e Cristofer Pezzetta approfondisce alcuni importanti aspetti dei sistemi carsici, in particolare di quelli legati all’afflusso e deflusso dell’acqua. I ragazzi hanno studiato per quasi due anni il sistema formato dalle grotte Vigant e Pre-Oreak, nella parte orientale del massiccio Bernadia vicino Nimis. Le grotte sono collegate tra loro da un canale sommerso detto sifone, dove i ragazzi hanno installato gli strumenti per la rilevazione dei dati interni del cunicolo: la temperatura, il livello dell’acqua, la pressione e la quantità delle precipitazioni. Attraverso l’analisi delle informazioni raccolte sul campo, unitamente a quelle ottenute dall’Osmer, Mattia, Daniele e Cristofer hanno determinato la portata d’acqua complessiva ed anche la relazione fisico-matematica tra la quantità di piogge della zona e l’innalzamento del livello dell’acqua all’interno delle grotte fino a costruire delle mappe paleo geologiche. Gli studenti sono riusciti a definire le linee guida di una nuova metodologia di studio che permette numerose applicazioni: in primo luogo, nel campo degli studi geologici, ma anche in ambito agronomico, attraverso la determinazione della velocità di drenaggio e della ritenzione idrica del suolo, al fine di individuare i tipi di coltura adatti ad un’area geografica (come ad esempio l’albero del Paradiso o Aliantus, pianta cespugliosa spontanea presente in Carnia) o ad evitare frane e smottamenti del terreno. Un progetto che ha visto mettere insieme competenze in campo chimico, matematico, biologico e fisico.

Messaggero Veneto, 17 maggio 2011

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